
Già già…
Non finisco mai di conoscermi… “mi frequento piuttosto assiduamente da 22 anni e ancora mi stupisco” direbbe la mia cara Luciana Littizzetto…ed intanto, scherzi a parte, è proprio così…e credo sia così per ognuno di noi.
Ieri ho scoperto un altro dei lati del mio carattere che ignoravo, o meglio, che ancora non avevo focalizzato.
Per attuare un cambiamento, o prendere una decisione, nella mia vita…ho bisogno di un qualcosa di forte che mi scuota, che mi lasci il segno e che faccia sì che non rimandi a domani le decisioni da prendere, un po’ per lagnusia…un po’ per un pizzico di sana superficialità.
Raramente mi trovo a razionalizzare…sono una che vive d’istinto e d’istanti, come direbbe una mia cara amica,…e quando lo faccio mi spavento, mi sento spiazzata, abituata come sono a non pensare, a buttarmi a capofitto nelle cose.
Ed è per questo che ultimamente ho messo troppa carne al fuoco, credendo di riuscire a reggere un ritmo che non mi rendevo conto essere così pesante. Il lavoro in carcere, il call center al centro antifumo, la laurea specialistica…
Senza rendermene conto mi son trovata inghiottita da un vortice d’insonnia, caffè, lavoro e giornate brevissime, in cui lo spazio per me stessa, era ridotto al minimo indispensabile. Il tutto mentre fuori c’è il sole e la voglia di andare a mare, di uscire, di divertirsi cresce a dismisura…il tutto consapevole che a settembre ci sarà un altro nuovo lavoro da affrontare.
Ma incosciente come sono, ho continuato a reggere questo ritmo, fatto di giornate in cui uscivo da casa alle 8 del mattino per tornare a casa alle 22, nella migliore delle ipotesi…mangiando un’insalata o un toast al volo,magari in macchina o direttamente al call center, senza avere mai un secondo per rilassarmi, per farmi una doccia che possa durare un po’ più di 10 minuti, per vedere il mio ragazzo, per scambiare 4 parole con mia mamma, per fare una telefonata ad un amico…
Ma la scossa che aspettavo è arrivata. Un bel calo di pressione mentre in macchina, da sola, andavo a lavoro. Mi sono spaventata. Mi si è annebbiata la vista, mi girava la testa…il tutto mentre guidavo. E allora mi son resa conto che stavo pretendendo troppo dal mio fisico, che dovevo fermarmi, che dovevo fare una scelta, in base alle mie priorità.
Morale della favola: addio centro antifumo.
Non è stata una decisione facile…ma è stato necessario.
Almeno domani potrò permettermi il lusso di concedermi un bel Silvia beauty day!

Trouble - Coldplay
Oh no, I see a spiderweb is tangled up with me,
And I lost my head, and thought of all the stupid things I said
Oh no, what's this? A spiderweb and I'm caught in the middle
And I turned to run, i thought of all the stupid things I've done
And ah, I never meant to cause you trouble,
Ah, I never meant to do you wrong
Ah, if I ever caused you trouble
Then oh no I never meant to do you harm.
Oh no, I see, a spiderweb and its me in the middle
So I twist and turn, but here I am in my little bubble
Singing out, ah I never meant to cause you trouble,
Ah, I never meant to do you wrong
Ah, if I ever caused you trouble
And ah, I never meant to do you harm
And they spun a web for me,
And they spun a web for me,
And they spun a web for me...

No no...tranquilli...non sono incinta! Semplicemente sono stupita da quello che sta accadendo in quest'ultimo periodo...
Mia cugina mi ha chiamata l'altro ieri per comunicarmi che a breve avrò l'ennesima cuginetta (o cuginetto? chi può dirlo...) nuova nuova...uno dei miei minori ha intenzione di diventare papà entro questa estate e la ragazza di un altro dei miei minori ha già un ritardo di 3 settimane, lo stesso vale per la compagna del mio capo al centro antifumo, che ieri ha passato il pomeriggio a vomitare allegramente...
Sarà per questo che ieri, scrivendo una relazione al posto di scrivere "attualmente il minore lavora in una ditta di profilati in alluminio" ho scritto "profilattici in alluminio" ?


Il RE DEL NIENTE - G. GRIGNANI
Ci sono volte, certe volte che Lo sai vorrei essere un re perché ...
Sentirmi il primo in qualche cosa anch’io
Ma il re del niente sono io
E se va bene ecco, sono qui Non ci son trucchi ma l’inganno si
Sono le parole che m’ invento
Che sono come foglie al vento
Splendido niente di un uomo che cammina
Un uomo in mezzo alla gente
Seguendo l’onda in questo mare di giorni
Che ancora non mi affonda
Io che voglio e vivo una vita normale
Che me ne accorgo cercando qualcosa di speciale
Io che non esisto ma che non voglio morire
Sono il re del niente statemi a sentire
Capita a volte che la tristezza Mi sfiori appena con la sua carezza
Ma in quel piacere/dispiacere Sai ho imparato anch’io a godere
Splendido niente di un uomo che cammina
Un uomo in mezzo alla gente
Seguendo l’onda in questo mare di giorni
Che ancora non mi affonda
Io che voglio e vivo una vita normale
Che me ne accorgo cercando qualcosa di speciale
Io che non esisto ma che non voglio morire
Sono il re del niente statemi a sentire
Sono il re del niente, vivo tra la gente ma non conto niente, sono il re del niente
“Pronto? …Buongiorno Signora. Sono Silvia, chiamo dal centro antifumo di Palermo…”
Mi ha bloccato il telefono, la stronza. Adesso la richiamo e le faccio vedere io con chi ha a che fare…
“Silvi, sto chiamando il bar…mi fai compagnia per un caffè?”
“Certo Ale, mi ci vuole proprio!”
Non posso prendere 8 caffè in una giornata…sono troppi, lo so! Poi è inutile che mi lamento se la notte non riesco a chiudere occhio. Guarda qui che occhiaie che ho! Sembro uno zombie…D’altronde è comprensibile, dato il ritmo delle mie giornate.
Quanto amo questo sapore caldo, amaro ed aromatico che mi scende nella gola. Mi tira su immediatamente, mi ritempra, è quasi terapeutico…chissenefrega dell’insonnia!
“Che c’è?”
“Niente…tenevi gli occhi socchiusi mentre sorseggiavi il tuo caffè…eri dolce e carina”
“Sempre il solito marpione vero? E’ tardi Ale, vado via…ci vediamo domani. E se lunedì non mi paghi te lo faccio vedere io quanto sono dolce e carina…”
Non mi ricordavo di avere parcheggiato così lontano…c’è troppo caldo…quasi quasi mando tutto a fanculo e me ne vado a mare. Devo passare dal carcere…me ne stavo dimenticando. Devo parlare con l’assistente sociale più stupida dell’universo per fissare un’èquipe.
Dio quanto mi manca.
Ho già in mano il cellulare per chiudere questo pensiero dentro i 300 caratteri di un sms…ma è in ben altro modo che vorrei comunicarglielo.
E la fantasia comincia a raccontarmi storie fatte di sesso, di spiagge deserte, sguardi ammalianti, corpi avvinghiati, lingue che danzano insieme all’inferno, mani che si cercano, che si trovano, che si insinuano ovunque…
Dannazione! E’ verde! Cammina cretino, che ho fame, sono stanca e voglio tornarmene a casa.
“Tutto ok al lavoro pulce?”
“Si Mà…tutto a posto. E’ già pronto? Ho una fame…”
Un bel bicchiere di bianco su questo branzino e poi volo a studiare.
Bury? E chi è questo? Che vuole da me? No…io non ce la faccio a tenere gli occhi su questo monitor, al diavolo i riassunti, io vado a dormire. Tra un’oretta e soprattutto dopo un buon caffè ne riparliamo…sempre che ne abbia ancora voglia.
“Eccoti il tuo caffè, amaro e con un po’ di cannella, come piace a te…ah, ha telefonato Piero, gli ho detto che lo richiami tu.”
“Ok Mummy…stai uscendo vero? Ci vediamo dopo allora”.
Si lo so che dovrei studiare e scrivere la relazione per il carcere…ma nella vita ci sono delle priorità…ed in questo momento la mia priorità è il telefono. Devo richiamare Piero, poi già che ci sono faccio una telefonata a Giorgio per sapere come gli è andata ieri e magari chiamo pure Tony…forse lui ha già fatto i riassunti e può dettarmeli!
Giusto il tempo di un paio di telefonate e sono già le 19…è l’ora dell’aperitivo. Ma si, mi faccio un Martini&Gin con molto ghiaccio.
“Pronto? Silvi?”
“Cinzia! Quanto tempo!!! Come stai nica?”
“Tutto bene sorellina…il 28 e il 29 tieniti impegnata. C’è la mia laurea…ah, ho lasciato Carlo…Dio ho troppe cose da dirti”
“Sapessi io sore! Dai magari uno di questi giorni ci vediamo!”
Tanto lo so che impegnate come siamo non ci vedremo prima del 28…però sarebbe bello passare un pomeriggio insieme a chiacchierare.
E’ volata via un’altra giornata…sono le 22e30. Adesso un po’ di tv spazzatura e poi a letto, sempre ammesso che riesca a dormire. Ma prima è giusto coccolarmi un po’. E affido alle mie mani questo piacere, per poi addormentarmi abbracciata stretta al mio cuscino, visto che lui non è qui con me.

QUESTA NON ME L'ASPETTAVO...
Oggi ho appreso che la scelta del colore rosso nella favola di cappuccetto rosso non è casuale, ma simboleggia il sangue mestruale. Quindi Cappuccetto rosso parla dell'adolescenza, in particolare della fase della pubertà, piena di "insidie" (il bosco, per l'appunto)...incuriosita mi sono andata a documentare e ne è venuto fuori che:
"Cappuccetto Rosso non è un racconto morale, è in sostanza un'allegoria che ammonisce le ragazze a non perdere la loro verginità. L'allegoria era venuta bene: la ragazza e il lupo".
(Itinerari nella fiaba, F.Cambi)
"Qui si vede come gli adolescenti e soprattutto le ragazzine, quelle gentili, ben fatte e carine, sbaglian nell'ascoltare ogni tipo di genti. E non dev'esser cosa strana se così tante il lupo ne sbrana. Il lupo dico, giacchè pur se apparentati, questi animali varian molto d'aspetto: ve n'è di umor più circospetto, che senza fiele, rabbia o ululati, compiacenti, dolci o riservati, inseguon le fresche donzellette fin nelle case e dentro le camerette. Ma ahimè forse son proprio quei lupi insidiosi, fra tutti i lupi, di gran lunga, i più pericolosi".
(Charles Perrault, "Fiabe" - Morale)

Il 12 ed il 13 Giugno si avvicinano...mi sembra doveroso ricordare l'importanza di andare a votare. Faccio anche copia e incolla della mail che mi è arrivata stamane dal comitato per il si.

I 7 PECCATI CAPITALI

Superbia: esagerata stima di sè

Avarizia: eccessivo ritegno nello spendere

Lussuria: sensualità incontrollata

Ira: collera contro qualcuno o sè stessi

Invidia: desiderio di ottenere beni o felicità altrui

Gola: desiderio smodato di cibo

Accidia: avversione all'operare, pigrizia.
Dicono che siano il principio e la causa di innumerevoli altre colpe...personalmente mi sono macchiata di tutti e 7 i peccati capitali e continuerò a macchiarmene...
Senza un pizzico di superbia non avrei mai tagliato dei traguardi per me fondamentali...senza un pò d'avarizia mi ritroverei a sperperare il denaro a destra e a manca...la lussuria è argomento a parte...non vi rinuncerei mai...l'ira è un peccato di cui raramente mi sono macchiata, così come l'invidia...ma è successo e non lo rinnego affatto, golosa come sono inoltre credo che il Paradiso mi sarà negato a priori e l'accidia a volte ci vuole, giusto per ricaricare un pò le pile...
Morale della favola: ho tutti i presupposti per filare dritta dritta all'inferno...ma sapete che c'è? Credo che lì ci si diverta di più...
